Una domenica di quest’estate abbiamo deciso di andare a
visitare la Sacra di San Michele ad Avigliana in provincia di Torino e con l’occasione
vedere i famosi laghi.
Arriviamo ai laghi di Avigliana un po’ prima di pranzo e ci
facciamo una bella passeggiata lungo lago godendoci la vista e un po’ di
silenzio.
Verso mezzogiorno decidiamo di pranzare in modo da tenerci parecchio tempo libero al pomeriggio per la visita della Sacra.
Mangiamo al ristorante-pizzeria “Lago Grande” sedendoci in
un tavolo all’esterno vista lago. Abbastanza scontato come cibo, ma bello il
panorama. Ci mangiamo un piatto di gnocchi al Castelmagno e ci beviamo un caffè.
Riprendiamo la macchina e ci dirigiamo alla Sacra di San Michele,
posteggiamo in una parcheggio sulla stradina e ci incamminiamo a piedi fino all’abbazia.
La Sacra è una struttura imponente collocata su un monte e
da sopra si gode di un panorama spettacolare. L’abbazia nasce tra il 983 ed 987
come centro di pellegrini e lo rimane fino al 1622 dove le difficoltà economiche
costringono l’abbandono della struttura. Nel 1836 Carlo Alberto incarica
Antonio Rosmini di insediarvi una nuova comunità di pellegrini e da allora è
gestita e abitata dai Padri Rosminiani.
E’ di architettura romanica, conservata benissimo anche se è stata nei secoli in parte restaurata.
E’ di architettura romanica, conservata benissimo anche se è stata nei secoli in parte restaurata.
Il prezzo del biglietto è di 6 € comprensivo della visita
guidata e di una mostra fotografica.
Iniziamo appunto da quest’ultima dove osserviamo delle meravigliose
fotografie della Sacra, poi ci dirigiamo all’ingresso e attendiamo la guida.
Iniziamo la visita guidata osservando la porta in ferro e l’ingresso
della Sacra. Risaliamo lo Scalone dei Morti, una ripida scalinata dove si
possono vedere i sarcofagi (ecco perché si chiama così) e osservare i simboli
dello zodiaco scolpiti nelle colonne di pietra.
Saliamo un’altra scalinata fino ad arrivare all’ingresso della chiesa. Questo pezzo è all’aria aperta e si passa sotto degli straordinari archi in pietra.
Entriamo in chiesa e ascoltiamo parlare un padre rosminiano simpaticissimo.
Usciamo sulla terrazza panoramica per gustarci interamente la vista da quassù. Qui possiamo vedere le rovine del Monastero Nuovo, ammassi di pietre e muraglioni, una parte della Sacra ormai inutilizzata.
Dopodichè scendiamo la scala interna e andiamo nel giardino dove possiamo vedere la Torre della Bell’Alda, qui ci viene raccontata la leggenda di quella torre:
“Una fanciulla di nome Alda si recò alla Sacra per pregare contro i mali della guerra, ma i soldati nemici la trovarono e tentarono di prenderla. La ragazza scappò,salì sulla torre e si lanciò sotto pregando gli angeli. Un angelo la prese tra le braccia e la riportò a terra illesa. La ragazza si vantò di questo in paese e decise di mostrare a tutte le persone quello di cui era capace, salì sulla torre e si lanciò di nuovo ma questa volta non ci fu nessun angelo a portarla in salvo. La ragazza si schiantò.”
Concludiamo la visita osservando la cisterna dove congelavano i cibi (il punto più freddo della Sacra).
Saliamo un’altra scalinata fino ad arrivare all’ingresso della chiesa. Questo pezzo è all’aria aperta e si passa sotto degli straordinari archi in pietra.
Entriamo in chiesa e ascoltiamo parlare un padre rosminiano simpaticissimo.
Usciamo sulla terrazza panoramica per gustarci interamente la vista da quassù. Qui possiamo vedere le rovine del Monastero Nuovo, ammassi di pietre e muraglioni, una parte della Sacra ormai inutilizzata.
Dopodichè scendiamo la scala interna e andiamo nel giardino dove possiamo vedere la Torre della Bell’Alda, qui ci viene raccontata la leggenda di quella torre:
“Una fanciulla di nome Alda si recò alla Sacra per pregare contro i mali della guerra, ma i soldati nemici la trovarono e tentarono di prenderla. La ragazza scappò,salì sulla torre e si lanciò sotto pregando gli angeli. Un angelo la prese tra le braccia e la riportò a terra illesa. La ragazza si vantò di questo in paese e decise di mostrare a tutte le persone quello di cui era capace, salì sulla torre e si lanciò di nuovo ma questa volta non ci fu nessun angelo a portarla in salvo. La ragazza si schiantò.”
Concludiamo la visita osservando la cisterna dove congelavano i cibi (il punto più freddo della Sacra).
Nel ritorno ci fermiamo nei banchetti lungo la strada dove
acquistiamo il miele della zona e ci mangiamo dei dolcetti fatti con la pasta
di mandorla. Risaliamo in macchina e torniamo a casa.
Mi è piaciuto tantissimo visitare la Sacra di San Michele
sia per l’architettura sorprendente (pensate a come hanno fatto gli antichi a
portare sul monte dei massi pesantissimi) che per la storia e la cultura che
racchiude.





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