venerdì 6 giugno 2014

Rifugio Madonna della Neve

Un altro bel percorso per trascorrere una giornata in mezzo alla natura camminando con zaino, scarponi e bastoncini da trekking.

Partiamo da Piedicavallo dove posteggiamo comodamente l'auto, prendiamo gli zaini, indossiamo gli scarponi, la termica e partiamo verso la nostra meta di oggi: il rifugio Madonna della Neve.
Questo rifugio si trova nella Valle Cervo, in provincia di Biella. E' affacciato sul torrente Cervo e si trova tra i comuni di Rosazza e Piedicavallo. Qui potete trovare il sito ufficiale: http://www.rifugiomadonnadellaneve.it/

Oltrepassiamo il bellissimo ponticello in pietra per dare il via al nostro percorso.
 

La strada è principalmente tutta sterrata, tranne alcuni tratti su pietraia e altri in mezzo al bosco quindi quasi sempre con foglie sul terreno (attenzione perchè c'è il rischio di scivolare se è un po' umido, l'ideale è indossare degli scarponi da trekking).


Il percorso è interamente contrassegnato con segni rossi su alberi o pietre, quindi è impossibile perdersi (consiglio però sempre di tenere nello zaino una mappa).
Lungo il tragitto incontrerete prima delle case in pietra abbandonate, poi proseguirete alternando tratti di bosco interamente all'ombra a tratti in pietra esposti al sole.


L'ultimo tratto di percorso è composto da una stradina sterrata e tutt'intorno distese di prato. . . da qui è tutto esposto al sole. Si oltrepassano delle case disabitate e proseguendo ancora un pochino si arriva finalmente al rifugio tanto ambito: 1480 m.


Arrivati in cima ci fermiamo a mangiare i nostri panini sulle panchine di legno e ci godiamo l'immenso spettacolo. . . da qui si possono ammirare addirittura le alte vette del Monte Tovo e del Monte Camino.



Dopo aver pranzato, facciamo ancora due passi salendo un po' fino ad arrivare alla chiesetta proprio lì sopra.

Il tempo non è dei migliori oggi. . . stanno arrivando parecchie nuvole nere . . . meglio scendere prima di beccarci la pioggia.
Scendiamo dalla stessa strada, ci godiamo ancora un po' di relax nelle panchine a Piedicavallo e poi ci avviamo alla macchina.

E' stata una bellissima giornata, divertente ed emozionante per via di questi ambienti mozzafiato, il silenzio e la bellezza della natura che ogni volta mi lascia sempre di più senza parole.
Consiglio a tutti questo percorso, purchè attrezzati di scarponcini e bastoncini da trekking.

giovedì 22 maggio 2014

Parco Avventura Oropa

E' da un anno che volevamo provare l'emozione del parco avventura e finalmente ci siamo riusciti.
Abbiamo deciso di affrontare il parco all'inizio di Maggio, mese ideale perchè non fa ancora troppo caldo, sotto le piante poi non era neppure molto umido.

La mia tenuta sportiva per il parco avventura: canotta, maglietta termica e  t-shirt, pantalone a pinocchietto sportivo, scarponcino da trekking e guantini imbottiti.

Dopo aver fatto l'accesso al parco, si fa il check-in dando i documenti e compilando la scheda, poi lo staff assegna ad ogni partecipante l'attrezzatura composta da: caschetto regolabile, imbrago comprensivo di moschettoni e carrucola.
Si inizia con il briefing nel quale i ragazzi dello staff spiegano l'utilizzo dei moschettoni e della carrucola.



Il percorso iniziale è molto semplice e si viene seguiti passo passo dal personale del parco dato che vogliono essere sicuri che si ha capito come fare.
In generale però il personale controlla sempre da sotto ogni percorso, per cui anche se si hanno problemi di panico o non si riesce a proseguire accorreranno in vostro aiuto, tranquilli.

Passiamo a parlare dei percorsi. . . sono quattro in totale quelli per adulti: verde, verde plus, blu, rosso.
Vediamoli uno per uno. . .
Il Verde è molto semplice, si arriva ad un altezza di circa 2 metri ed è composto da 6 esercizi: scala a pioli, barile, piedoni, sacco, assette, tronchetti e teleferica.
Il Verde Plus è semplice ma si sale fino a 3,5 metri, è composto anch'esso da 6 esercizi: scala a pioli, paletti verticali, dischi, tronchi, travi con prese, teleferica.
Il percorso Blu è di difficoltà media. Si parte da 4 metri fino ad arrivare ad 8 ed è formato da 8 esercizi:
scala a pioli, assette, ponte tibetano, liane, ostacoli, cavi, rete verticale, teleferica.
Il Rosso è parecchio difficile, si arriva a 12 metri. E' formato da solo 5 attività ma belle toste: scala pappagallo, altalene laterali, rodeo, staffe, dischi volanti, teleferica.



Tutti i percorsi sono strutturati molto bene, in mezzo al verde e sul ponte tibetano si può inoltre godere della vista sul torrente Oropa. Ambientazione molto suggestiva e rilassante.

Ho sempre sofferto l'altezza . . . alla prima carrucola sono andata in panico . . . bisognava collegare la carrucola sul cavo, buttarsi nel vuoto e lasciarsi scivolare giù fino alla rete . . . ma siete pazzi? Dopo il primo attacco di panico, sono riuscita a superarle anche ad altezze più alte :)
Ho voluto affrontare il parco anche per cercare di superare questo limite e sono arrivata fino al percorso blu completato. . . per me è già un bel traguardo.

E' stata un'esperienza emozionante, ricca di adrenalina e sicuramente da rifare. . . ma fino in fondo la prossima volta :)




lunedì 12 maggio 2014

Anello Monte Cucco

Oggi giornata serenissima... zaino in spalla e si parte...
Abbiamo scelto come meta la vallata di Oropa e più precisamente il Monte Cucco. Il percorso che abbiamo scelto compie un anello ed è anche noto come "Via della Fede".



Posteggiamo l'auto nel piazzale vicino la funivia che porta al Lago del Mucrone e ci incamminiamo dietro il santuario. Superiamo il ponte che attraversa il Torrente Oropa e seguiamo il sentiero segnalato D15.
Giriamo subito a destra e seguiamo la strada sterrata tutta in piano, nel cammino si possono trovare dei piccoli spiazzi dove si può ammirare il panorama di Oropa.


Proseguiamo il comodo sentiero attraversando pietre e piccoli ruscelletti ed arriviamo ad una pineta, proseguiamo sempre diritto, superiamo il Rio Grande e proseguiamo nelle zone ricche di cespugli fino a sbucare nella vallata dove possiamo godere di una vista spettacolare.



Qui oltrepassiamo delle cascine dove d'estate portano le mucche a pascolare e imbocchiamo il sentiero D5 che sale a sinistra (state attenti perchè il sentiero non si vede molto).
Proseguiamo su questo sentiero ripido e risaliamo il colle, questo pezzo è abbastanza faticoso quindi prendetevela con calma :)
Una volta in cima raggiungiamo la statua della Madonna Nera, simbolo di Oropa.

 

 Siamo arrivati in cima al Monte Cucco e qui c'è una panorama bellissimo!!



Se si decide di camminare ancora si può risalire un'altro monte arrivando in vetta al Monte Becco, noi abbiamo deciso di scendere per tornare ad Oropa.
Scendiamo attraverso il sentiero per arrivare ad un'altra cascina abbandonata e proseguiamo nel percorso D16, qui troviamo prima una zona erbosa, poi una pietraia ed infine sbuchiamo sulla strada asfaltata dove osserviamo il Tempietto.
Scendiamo lungo la strada asfaltata facendo attenzione alle macchine che risalgono ed arriviamo ad Oropa.


Questo itinerario lo consiglio a tutti, sia adulti che bambini . . . la difficoltà è bassa quindi anche i meno esperti potranno affrontarlo senza imprevisti, dato che non è per nulla pericoloso.
Se volete passare una bella giornata, al silenzio ed in mezzo alla natura, senza faticare.. allora questo è il percorso che fa per voi!!
In poche parole: relax, silenzio e panorami spettacolari!!

sabato 8 marzo 2014

Ciaspolata a Bielmonte

Una bella domenica d'inverno con il sole caldo e il cielo tutto sereno, abbiamo deciso di andare a Bielmonte a fare una ciaspolata... prima ciaspolata della mia vita :)

Abbiamo affittato le ciaspole (costo 5 € per circa 4 ore) in un negozio adibito all'affitto di materiale per sciare e ciaspolare.
Abbiamo poi chiesto informazioni al box dove ci hanno rilasciato questa comoda mappa con i percorsi per le ciaspole e ci hanno spiegato come imboccare i percorsi.



Siamo partiti dal Bocchetto Sessera e ci siamo incamminati nel percorso verso la Casa del Pescatore (indicato con la freccia verde), arrivati lì abbiamo oltrepassato il ponte tibetano che porta verso l'Artignaga ma abbiamo deciso di non affrontarlo.
Abbiamo fatto ancora due passi verso Le Piane (strada tratteggiata sulla mappa) e poi siamo ritornati indietro dalla stessa strada che siamo arrivati.



E' stata una bellissima esperienza, emozionante e suggestiva. Essendo una giornata serena faceva caldo ed il paesaggio era ricco di colori.
Sicuramente ci ritorneremo per affrontare nuovi percorsi!!

mercoledì 26 febbraio 2014

La Bessa - Sentiero Fontana del Buchin

Data la bella giornata, decidiamo di fare una passeggiata nella natura e ci dirigiamo alla Bessa!!

La Bessa è una riserva naturale istituita nel 1985 situata nel Piemonte settentrionale allo sbocco della Valle d’Aosta e alla base delle pendici meridionali delle Alpi Biellesi.
E' un sito archeominerario di antica costruzione che si è formato in modo naturale per erosione e risedimentazione dei corsi d'acqua e dei depositi morenici ricchi di oro trasportati dall'espansione dei ghiacciai valdostani avvenura a partire da un milione di anni fa. La Bessa è stata per molti anni usata come giacimento aurifero dagli antichi romani finchè è stata abbandonata completamente dopo che l'oro è stato estratto tutto.
E' molto ampia, si estende infatti per 7,5 km² ed è delimitata dai resti di una morena.


Decidiamo di percorrere il sentiero "Fontana del Buchin", un percorso molto semplice, accessibile ad adulti e bambini.
Posteggiamo nell'ampio parcheggio e ci addentriamo nella Bessa, troviamo subito un'area pic nic molto carina, la oltrepassiamo e seguiamo le frecce che indicano il nostro sentiero.


Questo percorso è ad anello, come mostrato nell'immagine sottostante:


Il terreno è principalmente ricoperto di pietre con alcuni tratti di terra e tutt'intorno si trovano alberi a basso fusto.
Sulle pietre sono posati muschi e licheni e la vegetazione è molto varia, tutte le piante sono medio/basse.
Anche la fauna è molto varia nella Bessa, si possono trovare vari tipi di uccelli ma anche conigli e serpenti.


Camminando si possono osservare delle distese enormi di sassi accumulati negli anni dai cercatori d'oro . . . è uno spettacolo meraviglioso!!


Il percorso nonostante sia corto (circa quaranta minuti) è molto suggestivo e per niente impegnativo!!
Se siete da quelle parti, vi consiglio un giretto alla Bessa data la straordinaria bellezza che il suo paesaggio offre!!

lunedì 27 gennaio 2014

Magnano e la chiesa di San Secondo



Magnano è un paesino del biellese molto affascinante dato che è ancora un’impronta vivente del Medioevo.
Questo paese è un ricetto medievale (termine molto usato in Piemonte che sta appunto ad indicare un borgo fortificato), posto su una collina. Si snoda tra stradine in pietra strette e affascinanti... percorrendo le viuzze di questo paesino sembra di tornare indietro nel tempo fino appunto al Medioevo.



Qui ogni anno, ad agosto,  si tiene la Festa Medievale di San Rocco, dove falconieri, arcieri e giullari possono esibirsi nei loro spettacoli. Si può visitare la sala con gli strumenti di tortura che venivano utilizzati in passato ed infine si può anche mangiare cose tipiche medievali nelle locande di paese.
E’ una festa molto bella e molto gradita dai biellesi!!

Un po’ fuori dal centro paese, si trova la chiesa di San Secondo . . . una bellissima chiesa romanica immersa nel verde . . . molto suggestiva!! La chiesa è della prima metà del XI secolo e penso venga spesso restaurata perché non si vedono assolutamente i segni del tempo.

 

Non è possibile visitarla ma d’estate si può partecipare ai concerti di pianoforte all’interno.
Magnano è un piccolo paese visitabile tranquillamente nel giro di qualche ora . . . merita proprio di una visita perché ha qualcosa di magico!!

domenica 26 gennaio 2014

Una domenica a spasso per chiese romaniche e bellezze antiche



E’ domenica e il tempo è bellissimo, anche se è inizio Gennaio il sole è caldo. Decidiamo di vivere una giornata un po’ diversa, senza una vera meta . . .  decidiamo di visitare qualche chiesa e qualche paese delle nostre parti.


Iniziamo la giornata recandoci in Valle d’Aosta, più precisamente ad Arnad.
Posteggiamo la macchina al centro del paese e qui osserviamo la bellissima Chiesa di San Martino, purtroppo non possiamo visitarla all’interno perché è quasi ora di pranzo ed è chiusa, ma dalle vetrate si può comunque ammirare il meraviglioso interno della chiesa.


La chiesa di San Martino è una bellissima chiesa romanica risalente ai secoli XI e XII.
Accanto ad essa si può osservare il campanile dalla forma molto particolare.
La chiesa è tutta in pietra ed ha una struttura a tre navate divise da arcate, i banchi sono in legno e l’altare ben illuminato è in pietra . . . tutte queste caratteristiche rendono questa meraviglia romanica la tipica chiesa valdostana.



Riprendiamo la macchina e risaliamo la strada verso il santuario di Machaby . . . questo edificio però si raggiunge solo a piedi seguendo un sentiero. Ce lo segniamo come passeggiata appena farà più caldo, ovviamente inserirò un post dedicato.


Guidiamo fino a Pont Saint Martin. Posteggiamo nella piazza proprio davanti al famoso ponte. Il paese prende il nome proprio dal famoso ponte romano costruito nel I secolo a.C.

Narra la leggenda che un abitante del paese, San Martino, fece un patto col diavolo . . . esso avrebbe eretto un ponte in una sola notte per collegare il paese ma in cambio voleva un’anima di un essere vivente che per primo l’avesse oltrepassato.  Il giorno dopo San Martino astutamente gli mise sul ponte una pecora e ingannò in questo modo il diavolo che lasciò costruito il ponte.
(In internet potete trovare varie versioni di questa leggenda, io ho riportato quella  che mi era stata raccontata).


Passeggiamo per le viuzze del paese, camminiamo sul ponte e poi decidiamo di recarci a Settimo Vittone.
Posteggiamo la macchina e notiamo subito il cartello di Via Francigena (mi sto cominciando ad appassionare di queste strade facenti parte della Via Francigena che collegano un sacco di paesi e sono state molte volte percorse dai pellegrini. Più avanti comincerò ad inserire post man mano che percorrerò le vie).

Varchiamo un bellissimo arco in pietra e raggiungiamo un cortiletto dove in fondo, oltre una cancellata, si trova la “Pieve di San Lorenzo”, una splendida chiesetta di epoca pre-romanica (eh si come avrete capito ci piacciono queste tipologie di chiese :) ) con accanto il battistero di San Giovanni Battista tutto circondato da un giardinetto.




Questo monumento, oggi segnalato dal FAI, è risalente alla seconda metà del IX secolo. E’ collocato in alto su di una roccia perché in passato serviva come difesa ed era una tappa importante per i pellegrini che percorrevano la via Francigena.

Oltre a quest’edificio è molto bello osservare tutto il paesaggio circostante, dato che in questa zona si possono trovare molti edifici e strade da scoprire, tra cui per esempio la chiesetta proprio di fronte a questo complesso.


Torniamo in Piemonte . . . ultima meta della giornata è la chiesetta romanica “Santa Maddalena” a Burolo, sulla Via Francigena del Canavese.



Lasciamo la macchina in strada e a piedi la raggiungiamo camminando sul prato.
La chiesetta è carina ma avrebbe bisogno di una restaurata, come le altre è chiusa e quindi possiamo solo osservarla da fuori.


Concludo questo post consigliandovi di fare un giro nei paesini che ho citato perché sono veramente stupendi e interessanti. Per me è stata una bellissima domenica, molto suggestiva e finalmente all’aria aperta!!